L’immagine e i giovani, risultati della ricerca svola nel 2012 e presentati ad Isola della Scala nell’ottobre dello stesso anno.
“Questo progetto nasce dal bisogno di interrogarsi sull’immagine che i giovani costruiscono di sé, in un’epoca in cui l’apparenza sembra contare più della sostanza.”
Promosso da ARSDA – Associazione Ricerca Studi Disturbi Alimentari e curato dalla dott.ssa Yolande Pigaiani, psicologa e psicoterapeuta, il progetto si propone come un’analisi critica e culturale del modo in cui i giovani, e in particolare gli adolescenti, percepiscono se stessi e il proprio corpo.
Il punto di partenza è il contesto sociale attuale, fortemente influenzato dai media, dai social network e da modelli estetici irrealistici. L’immagine femminile, in particolare, viene spesso ridotta a mera rappresentazione ornamentale, veicolando stereotipi che alimentano una cultura del disprezzo e minano il rispetto della persona. Ma anche i giovani maschi non sono esenti da pressioni legate alla prestanza, alla forza e al successo.
Attraverso un percorso storico, il progetto ripercorre alcune delle rappresentazioni più emblematiche del corpo femminile – dalla Venere di Willendorf alle icone pop dei giorni nostri – per arrivare a interrogarsi su come, oggi, l’immagine sia diventata una vera e propria “gabbia estetica”.
Il lavoro si concentra in particolare sulla formazione dell’immagine corporea durante l’adolescenza, una fase di vita caratterizzata da profondi cambiamenti fisici ed emotivi. Viene messa in luce la stretta connessione tra immagine corporea e autostima, sottolineando come la costruzione dell’identità personale si giochi anche – e soprattutto – nella relazione con lo sguardo altrui.
Attraverso la raccolta di dati su un ampio campione di studenti, il progetto mira a comprendere quali dimensioni psicologiche incidano maggiormente sulla percezione di sé: dalle relazioni sociali all’aspetto corporeo, dalla famiglia alla scuola, dalle emozioni alla fiducia nelle proprie capacità.
L’obiettivo è stimolare una riflessione ampia sul concetto di immagine, riportandolo alla sua dimensione più autentica e profonda: quella che parte dall’identità personale e non dall’approvazione esterna.
Un invito, soprattutto per i giovani, a non essere schiavi dell’apparenza, ma a sviluppare consapevolezza, autostima e senso critico, strumenti essenziali per affrontare con forza e libertà le sfide del presente.
